Elliott Erwitt. FAMILY

Lo sguardo per Fotografare il piccolo mondo quotidiano

La fotografica, come il Disegno, racchiude e trasmette la visione dell’artista nel momento in cui ha scattato ed immortalato quel determinato momento su pellicola o tela.

È quindi lo sguardo l’argomento di oggi..e per illustrarlo al meglio chiedo l’aiuto di Elliott Erwitt.

Fotografo statunitense, il cui nome di battesimo è Elio Romano Erwitz (Parigi, 26 luglio1928), si è specializzato in fotografia pubblicitaria e documentaria, ed è noto per i suoi scatti in bianco e nero che ritraggono situazioni ironiche e assurde di tutti i giorni. Seguì lo stile di Henri Cartier-Bresson, maestro nel cogliere l’attimo decisivo.

Ma perchè proprio Elliott Erwitt come esempio?

Perché è uno dei più importanti fotografi viventi, che ha attraversato quasi un secolo, e di recente ha fornito in anteprima alcuni dei suoi migliori scatti al Mudec Photo di Milano, con i quali è stata creata un’esposizione dal carattere personale e pubblico, storico e contemporaneo, serissimo ed ironico il cui tema principale è il concetto di Famiglia.

Elliott Erwitt, ha acconsentito e selezionato personalmente con Biba Giacchetti, curatrice della mostra, le immagini che a suo sentire avrebbero potuto illustrare alcune delle sfaccettature di questo inesprimibile e totalizzante concetto.

Questa la genesi della mostra, Elliott Erwitt. Family.

La mostra al Mudec di Milano

La mostra del fotografo Elliot Erwitt al Mudec di Milano, visitabile fino al 29 marzo 2020, mette al centro l’attualissimo tema della famiglia. Un termine che divide perché si sta rigenerando attraverso quei nuovi paradigmi che richiede la società attuale. La mostra, proprio come un album di famiglia, racconta i plurimi significati, le possibili direzioni e le nuove frontiere del termine grazie agli scatti di un fotografo capace di attraversare un secolo e tutta la sua galleria di anomalie, conquiste, esigenze e crisi.

Quella che ci viene offerta sotto il nostro sguardo è la storia del Mondo e del micromondo, istanti di vita pubblica dei potenti della Terra accanto a scene privatissime.
Una collezione selezionata comprendente 60 immagini e alterna situazioni ironiche a momenti sociali, matrimoni nudisti, famiglie allargate, scene singolarissime che funzionano da metafore.    

Come vedere la mostra. Lo sguardo da indossare

La curatrice sintetizza la mostra con un’analisi lucida e oggettiva suggerendo lo sguardo con cui osservare le immagini perché Erwitt non giudica ma riprende e dispone un grande  “racconto senza tesi, in totale sospensione di giudizio.

Ci racconta i grandi eventi che hanno fatto la storia e i piccoli accidenti della quotidianità, ci ricorda che possiamo essere la famiglia che scegliamo: quella americana, ingessata e rigida che posa sul sofà negli anni Sessanta, o quella che infrange la barriera della solitudine eleggendo a membro l’animale prediletto. Famiglie diverse, in cui riconoscersi, o da cui prendere le distanze con un sorriso”. 

La poetica di un fotografo che lascia i finali aperti 

Elliot Erwitt nasce a Parigi nel 1928 da genitori ebrei di origini russe, passa la sua infanzia a Milano fino al 1939 quando si trasferisce negli Stati Uniti. La svolta avvenne poco dopo il 1950 quando incontrò Robert Capa e soprattutto Roy Stryker che lo assunse alla Standard Oil Company. Nel 1953 entrò a far parte dell’agenzia Magnum fino ad esserne il presidente per tre anni.

Erwitt ha la grande capacità di raccontare l’inesprimibile attraverso soprattutto uno sguardo ironico e molto singolare. Così l’umorismo è utilizzato per cogliere nella quotidianità gli accostamenti assurdi, surreali, spostando il fuoco dell’attenzione verso i particolari o ad un punto di vista non ordinario.

Ad esempio inquadrando i cani, uno dei suoi soggetti preferiti, in pose e situazioni che rovesciano la serietà dei loro padroni. Le fotografie che guardiamo non sono mai concluse ma raccontano una storia, non scontata, di cui non conosciamo il finale. Sono punture, piccole parentesi di quotidiano che ci strappano un sorriso, una riflessione, un punto di vista alternativo che non avevamo calcolato.

Come fotografare alla Erwitt?

Il fotografo ha dichiarato che il suo traguardo supremo è far ridere la gente.

Per provare a fare delle foto nello stile di Erwitt è opportuno lasciarsi sorprendere e divertire dalle immagini in mostra e fantasticare su quali situazioni buffe ci sfuggono tutti i giorni o che ignoriamo per la troppa velocità.

Potrebbero essere così sintetizzati gli insegnamenti che si possono trarre:

  • Stupiamoci,
  • Divertiamoci,
  • Non Progettiamo l’artificioso e
  • Non abbiamo Fretta.

Si tratta di catturare l’istante che non ritornerà una seconda volta.

Scatti di © Elliott Erwitt (Da sinistra: Parigi, Francia, 1989 – New York City, USA, 1955 – New Hampshire, USA, 1958)

Così diceva Erwitt: “le idee, sebbene ricoprano un ruolo meravigliosamente piacevole nella conversazione e nella seduzione, hanno ben poco a che fare con la fotografia. La fotografia è il momento, la sintesi di una situazione, l’istante in cui tutto si amalgama. Un ideale inafferrabile. Il tipo di fotografia che piace a me, quella in cui viene colto l’istante, è molto simile a questo squarcio nelle nuvole. In un lampo, una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal nulla”.

Curiosità sulla Mostra

Domenica 8 Settembre 2019, per anticipare e annunciare la mostra, oltre 100 famiglie si sono presentate al Mudec per mettersi davanti all’obiettivo.

Di queste ne sono state selezionate 40 e sono state immortalate nel loro essere unico.
Genitori con figli e animali al seguito, con amichetti “adottati” per un giorno, mamma papà e bimbo “in arrivo”, comitive di amici, compagne di classe dal 1958, famiglie arcobaleno e famiglie adottate, allargate, inclusive dei propri pets (qualunque essi siano) che vivono il proprio tempo libero scegliendo pomeriggi d’arte; e ancora, anziani che hanno eletto la persona che li assiste come membro a tutti gli effetti di una nuova famiglia “ricomposta”, nuovi nuclei familiari inaspettati, dove il ruolo affettivo lo ricoprono i coinquilini con cui dividere quotidianamente casa, ma anche gioie e dolori della distanza; persone sole che tanto sole non si sentono più.

Qui trovate alcune delle foto scattate alle 40 famiglie

L’Obiettivo della campagna di comunicazione legata all’esposizione è stato offrire un “censimento per immagini” del concetto di “famiglia” nel 2019, in continuazione all’iniziativa realizzata nel 1999 proprio da Lavazza che, in occasione della presentazione del suo Calendario 2000 intitolato “Families” a firma proprio di Elliott Erwitt, commissionò una ricerca dedicata alle “nuove famiglie” d’Europa, per documentare i loro modi di vita, gli atteggiamenti e i momenti domestici che avrebbero potuto costituire segnali, spie di una nuova antropologia.

Ed è da questa curiosità che parte il mio invito alla messa in pratica.

La messa in pratica

A questo punto avete tutto il necessario per provare a osservare la realtà che ci circonda come farebbe Erwitt. Prima di realizzare delle foto, con macchina fotografica o con cellulare, è opportuno infatti assimilare bene la poetica di Erwitt e fare delle prove solo visive.

  1. Scegliete una situazione qualsiasi, non importa se affollata o se in solitudine.
    Vanno bene il bar, lo stadio, una panchina nel parco, il tram, il treno, una libreria, una mostra.
  2. Prima osservate, state attenti ai personaggi che trovate nell’ambiente,
  3. Cambiate punto di osservazione più volte, verificate i punti di vista alternativi,
  4. Trovate l’elemento buffo o ironico,
  5. Scattate la foto, con macchina fotografica o nella vostra mente per poi riprodurla su tela!

Oltre ai luoghi esterni provate anche in casa, nel vostro soggiorno o con il vostro animale se ne avete uno.

I cani sono uno dei soggetti preferiti e più ricorrenti nelle sue fotografie. 

Cos’altro?

Erwitt diceva così: “il punto fondamentale è scattare la foto in modo che poi non ci sia bisogno di spiegarla con le parole”.

E con questa citazione vi saluto e vi lascio alle informazioni dettagliate sulla mostra.

Ci sentiamo molto presto,
Un saluto,
Simone.

Dettagli e Orari della Mostra

ORARI:
Dal 18 Ottobre 2019 al 29 Marzo 2020

INDIRIZZO:
Mudec – Museo delle Culture, Via Tortona 56, Milano
Telefono: +39 02 54917

INFO e BIGLIETTI:
Sito Mudec
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Simone Rega
Appassionato d’arte dalla nascita, Simone è Storico d’Arte, Operatore Culturale, Guida turistica e Blogger d’arte di Mantova.
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