Wes Anderson e Il sarcofago di Sptizmaus e altri tesori

Come in una camera delle meraviglie.

Non solo una visita al mercatino degli obej obej, uno sfruscio alle vie dell’alta moda, un pranzo chiccoso e uno sguardo nostalgico alla madonnina del Duomo. Milano in questo mese di Dicembre è anche la mostra di Wes Anderson alla Fondazione Prada.

Situata nella zona sud di Milano, vicino a Porta Romana, la sede milanese della Fondazione è il risultato di un felice recupero di una distilleria degli anni dieci del Novecento. L’obiettivo era di creare uno spazio espositivo dove l’arte viene ad essere esposta e condivisa con il pubblico.

Come afferma Rem Koolhass, che ha guidato lo studio di architettura OMA, qui coesistono “vecchio e nuovo, orizzontale e verticale, ampio e stretto, bianco e nero, aperto e chiuso: questi contrasti stabiliscono la varietà di opposizioni che descrive la natura della nuova Fondazione”.

Wes Anderson, Regista ed Espositore

Lo si pensa subito come regista di I Tenenbaum o Grand Budapest Hotel, ma in questo caso si è calato nel ruolo di curatore di una mostra insieme alla sua compagna Juman Malouf che, per chi non lo sapesse, è illustratrice, designer e scrittrice.

Le scenografie dei film di Anderson sono caratterizzate da spazi dettagliati, dalla perfetta simmetria, da un uso a lui molto caro dei colori rosso e giallo nonché per una sapiente e ossessionata disposizione degli oggetti.

Per risaltare questi aspetti la cinepresa si muove con movimenti orizzontali e verticali. Ogni set diventa pertanto un piccolo museo realizzato con la tecnica del ready-made dadaista abbinata ad una cura maniacale della catalogazione e della simmetria.

Il sarcofago di Sptizmaus e altri tesori

Questo il titolo scelto dagli espositori per questa mostra inaugurata dapprima al Kunsthistorisches Museum di Vienna, ma ora, fino al 13 gennaio 2020 sarà possibile visitarla alla Fondazione Prada di Milano.

Il titolo di questa mostra, “Il sarcofago di Sptizmaus e altri tesori”, è un titolo forse ingombrante e di sicuro effetto eppure non è meno di come si presenta.

La mostra infatti è un’autentica rievocazione della Wunderkammer rinascimentale (camera delle meraviglie) che raccoglie curiosità d’arte e oggetti eclettici con lo scopo di meravigliare.

Si tratta di 538 opere d’arte selezionati dalla coppia provenienti da 12 collezioni del Kunsthistorisches Museum e da 11 dipartimenti del Naturhistorisches Museum di Vienna.

La collezione e il suo allestimento

Scendendo nei dettagli delle opere esposte è sempre dal titolo che dobbiamo iniziare, infatti, esso fa riferimento a una delle opere esposte ovvero al sarcofago di Spitzmaus, una scatola di legno egiziana che contiene la mummia di un toporagno del IV secolo a.C. All’esterno è raffigurata proprio l’immagine del defunto animale.

Isabella d’Este, ritratto di Pieter Paul Rubens

Al di sopra, a fare da guardiano, è presente il ritratto di Isabella d’Este realizzato da Pieter Paul Rubens sulla scorta di quello di Tiziano. Non poteva mancare il ritratto di una collezionista raffinata e famelica che vantava sempre il suo “insaziabile gusto per le cose antique”.

Tutto il concetto della mostra è una riflessione sull’atto di collezionare, sul concetto stesso di esposizione, di come mettere in relazione gli oggetti come le stelle di una costellazione. Rimandi, dialoghi, sussurri.

Gli oggetti si corrispondono. Il concetto stesso di narrazione viene stravolto perché non è più certamente lineare ma chiama in gioco il pubblico disposto a indagare, riflettere e relazionare.

Oggetti rituali di altre culture, maschere, ritratti, piccola statuaria classica, strumenti musicali, armature, animali impagliati. Un immenso catalogo di meraviglie allestito seguendo la più perfetta simmetria presente anche nei film di Wes Anderson.

Tutto è presentato all’interno di strutture dalle luci diffuse che rimandano a delle custodie o dai contemporanei sarcofagi trasparenti che mettono in scena il verbo custodire.

Mangiare in un set di Wes Anderson

Bar Luce – Foto Attilio Maranzano

Per completare la vostra esperienza non vi rimane che fare la pausa pranzo o una merenda direttamente nel Bar Luce, progettato nel 2015 dallo stesso regista, e posto sempre all’interno di Fondazione Prada.

I colori, gli arredi di formica, le sedute, il pavimento e i pannelli di legno alle pareti ripropongono la cultura estetica degli anni Sessanta italiani e, allo stesso tempo, vi sembrerà di essere in un set del regista.

E se volete immergervi in più di una pietanza il Ristorante La Torre, al sesto piano di Fondazione Prada, saprà sicuramente avvolgervi.

Ristorante La Torre – Delfino Sisto Legnani and Marco Cappelletti

Progettato nel 2018 da Rem Koolhaas, lo spazio è caratterizzato da ampie vetrate, con ampia terrazza, parquet dai toni caldi e dalle pareti con boiserie in legno.

Ordinate e gettate lo sguardo fuori dalle vetrate con vista sulla Milano city per cercare le simmetrie di Wes Anderson.

Dettagli e Orari della Mostra

Per tua comodità qui sotto le informazioni sulla mostra:

ORARI:
Dal 20 Settembre 2019 al 13 Gennaio 2020

INDIRIZZO:
Fondazione Prada – LARGO ISARCO, 2 -20139 MILANO
Telefono: +39 02 5666 2611

INFO e BIGLIETTI:
Sito Fondazione Prada

Buona Visita,
Un Saluto,
Simone.

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Simone Rega
Appassionato d’arte dalla nascita, Simone è Storico d’Arte, Operatore Culturale, Guida turistica e Blogger d’arte di Mantova.
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