Ritrarre un volto di profilo

Chiara Silva
Chiara Silva
Diplomata all'Accademia di Brera, Artista e Docente di discipline pittoriche con oltre 10 di esperienza nella didattica artistica. Fondatrice di Cerchio di Giotto.
Chiara Silva
Chiara Silva
Diplomata all'Accademia di Brera, Artista e Docente di discipline pittoriche con oltre 10 di esperienza nella didattica artistica. Fondatrice di Cerchio di Giotto.

8 passaggi da seguire per realizzare un ritratto di profilo fedele al vero

Ricevo quotidianamente via mail i risultati dei vostri esercizi riguardanti il Video Corso di Ritratto a Matita e sono veramente soddisfatta dei risultati che riuscite a ottenere fin dalle prime lezioni.

Questo corso incontra l’interesse di molti appassionati di disegno perché percorre i principali contenuti utili e imprescindibili per disegnare la testa umana, uno dei soggetti prediletti della rappresentazione realistica della figura.

Tra gli argomenti trattati in questo corso ce n’è uno che risulta più complesso da comprendere e che porta molte persone a scrivermi per chiarire alcuni dubbi. 

Ho voluto quindi scrivere un ulteriore articolo di chiarimento che si presta anche come spunto di esercitazione utilissimo per chi non ha partecipato al corso ma si diletta comunque con lo studio sul ritratto.

La tematica che tratteremo riguarda la rappresentazione del volto di profilo.

Un po’ di cenni storici

Nella storia del ritratto, non possiamo non ricordare i volti degli imperatori romani nelle monete, i ritratti rinascimentali dei Montefeltro e più in generale, fino alla fotografia contemporanea che gioca anche sulle ombre, il profilo, a differenza del ritratto frontale o di tre quarti è quello che meglio cattura in pochi tratti la silhouette tipica e tipicizzante di un’identità fatta anche di “difetti” o segni distintivi come come quello del naso e del profilo delle labbra, della fronte e del mento. 

La stessa forma della testa è visibile solamente di profilo, il modo in cui questa si aggancia al collo e alle spalle sono tipiche e importanti caratteristiche di una rappresentazione di profilo e in ultimo, nel profilo, che esso sia reclinato o orizzontale, lo sguardo della figura è sempre rivolto altrove, fuori dal quadro e dunque l’intera espressività del ritratto conserva un’aura di mistero maggiore. 

C’è chi sostiene che l’effetto di questa rappresentazione sia estremamente statico e poco interessante ma io non mi trovo molto d’accordo con questo pensiero, con pochi espedienti luminosi e tecnici ad esempio, un ritratto di profilo può risultare dinamico e coinvolgente.

Apparentemente questa iconografia sembrerebbe più semplice di altre rotazioni e in effetti così è… a patto di studiare attentamente alcune proporzioni e rapporti che la rendono estremamente logica e rigorosa (pur conservando enormi variabili da soggetto a soggetto da verificare in ogni situazione).

Siamo pronti ad iniziare la nostra esercitazione!

Partiamo 😉

Ecco qui i passaggi fondamentali da osservare per disegnare correttamente un profilo umano.

Passo 1: impariamo a separare il volume dei capelli da quello del cranio.

Per capire veramente le proporzioni della testa di profilo occorre ragionare sul cranio nudo e aggiungere solo più tardi il volume della chioma.

Passo 2: misuriamo l’altezza massima della testa 

Fatta questa operazione, posso misurare l’altezza massima della testa (dal mento al punto più alto del capo) e la larghezza massima (dal punto più sporgente dei lineamenti del volto ESCLUSA la punta del naso al punto più esterno della nuca).

Le due misure sono sostanzialmente uguali nella MAGGIOR parte degli esseri umani di età adulta. Ho scritto appositamente “Maggior”.

Sia chiaro per favore che non siamo tutti fatti con uno stampino e dunque questa misura PUÒ VARIARE.

NON calcolate però il volume dei capelli, soprattutto se si portano code di cavallo o acconciature vaporose, altrimenti non si riesce a capire la morfologia della testa.

Passo 3: i rapporti tra le parti e il tutto 

A questo punto procedo trovando i rapporti tra le parti ed il tutto, ovvero, nell’ingombro totale della testa, suddivido gli spazi relativi ai singoli elementi.

L’altezza della testa si divide convenzionalmente in tre parti come nell’immagine, per definire la posizione e ingombro di mento, naso, bocca, fronte e alla metà dell’altezza della testa si colloca l’occhio.

Passo 4: il rapporto tra collo, parti posteriori e inferiori

Si procede ragionando anche sul rapporto con il collo, definendo le parti posteriore e inferiore della testa.

Passo 5: iniziamo con i dettagli 

A questo punto si può iniziare a disegnare i diversi dettagli aiutandoci con i riferimenti verticali e orizzontali appena tracciati nella struttura.

Attenzione all’occhio che nel profilo ha una forma particolare, simile a quella di un piccolo triangolo.

La bocca (entrambe le labbra), si collocano nella metà superiore dell’ ultimo terzo, che comprende anche lo spazio del mento.

Passo 6: posizioniamo l’orecchio 

L’orecchio si situa tra il sopracciglio e il labbro superiore, quasi al centro dell’incontro della testa. Per collocarlo bene è utile tracciare una diagonale del “quadrato” che inscrive la testa.

Passo 7: capelli, barba, baffi e altri dettagli

Alla fine, aggiungeremo i dettagli della sagoma dei capelli, barba, baffi o qualsiasi elemento utile a rendere la somiglianza con il soggetto.

Passo 8: tocchi di colore o chiaroscuro

Il chiaroscuro o il colore a questo punto andranno a concludere l’elaborato. 

Prima di inserire chiaroscuro o colore consiglio comunque di ripetere questo esercizio diverse volte fino a padroneggiare le Proporzioni e i rapporti tra le parti. 

Conclusioni

Provate a disegnare profili di etnie diverse e di età diverse; riscontrerete grandi differenze e infinite variabili ai canoni qui descritti.

Sarà facile però riconoscere e identificare le differenze, proprio mettendole in rapporto alle misure “standard” che abbiamo elencato insieme.

Buon lavoro!
Chiara

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