Bastano quattro colori, un blocco da acquerello e cinque minuti: il tramonto sul mare è la lezione d’estate perfetta per chi vuole imparare a dipingere, anche partendo da zero.
Ciao, sono Chiara di Cerchio di Giotto. Allora, lo sappiamo: d’estate i pennelli restano spesso chiusi in un cassetto, perché si parte, perché fa caldo, perché “non c’è spazio in valigia”. E invece proprio l’estate, con la sua luce lunga e i suoi tempi lenti, è la palestra perfetta per chi vuole imparare a dipingere. In questa piccola lezione, che potete portare con voi anche sotto l’ombrellone, vedremo insieme come dipingere il soggetto che in questo periodo abbiamo tutti davanti agli occhi, o nel cuore: il tramonto sul mare.
1. La tavolozza sta in una tasca
Non serve la valigetta dei colori: bastano un giallo, un rosso o un arancio, un blu oltremare e una terra bruciata, con un piccolo blocco da acquerello e un pennello a punta tonda. Quattro colori, quindi, e con questi quattro si fa tutto il tramonto: il giallo e l’arancio per il cielo vicino al sole, il blu per il mare e per le zone più fredde, la terra bruciata per scurire senza mai usare il nero.
2. La luce sull’acqua non si dipinge: si risparmia
Questo è il punto che sorprende sempre. Quella scia luminosa che il sole lascia sul mare non si ottiene con il colore bianco, ma lasciando il bianco della carta libero, cioè girandoci attorno con il pennello. Nell’acquerello la luce è la carta stessa: una volta coperta, non si recupera più. Se i vostri mari finora sono venuti “piatti”, quasi sempre il motivo è questo: la scia di luce è stata dipinta sopra, anziché risparmiata.
3. Il mare ha tre fasce
Osservate una fotografia di un tramonto sul mare e vi renderete conto che l’acqua non è mai di un colore solo. Vicino all’orizzonte è più scura e più fredda, al centro si fa media, verso la riva diventa più chiara e più calda, perché riflette il cielo e la sabbia. Tre fasce, quindi, e tre pennellate larghe e orizzontali: ed ecco la profondità, senza bisogno di nessun disegno complicato.
4. L’errore da evitare: troppa acqua
Se bagniamo e ribagniamo, i colori si mescolano tutti tra loro e il tramonto diventa fango. Meglio poche pennellate, decise, date sulla carta appena umida, e poi… fermarsi. Nell’acquerello sapersi fermare è metà della tecnica: il colore continua a lavorare da solo mentre asciuga, e spesso il risultato migliore è quello che non abbiamo “sistemato”.
Guarda il tramonto nascere in cinque minuti
Se volete vedere questi passaggi fatti dal vivo, in questa lezione del nostro canale un tramonto ad acquerello nasce in cinque minuti, dall’inizio alla fine:

Provate a farne uno anche voi, magari proprio in vacanza: non deve venire “bello”, deve venire vostro. E vi accorgerete che quattro colori bastano per portarsi a casa un pezzetto d’estate.
Buon lavoro, e buona estate!
Chiara