Fumetto: tra letteratura marginale e nona arte

Guida alle origini ed usi di una delle forme d’Arte più discusse della storia

Quando si parla di fumetti si ha come la sensazione di parlare di un’arte in continua “rivalutazione”. Ci troviamo infatti di fronte a un media che, se da una parte viene snobbato e associato a un tipo di cultura nerd e “bassa”, dall’altra viene posto al pari della letteratura meritandosi il nono posto fra le arti e l’interesse di studiosi del calibro di Umberto Eco.

Ad ogni modo, il fumetto è un mezzo di comunicazione che ha accompagnato negli ultimi cento anni parecchie generazioni di tutto il mondo intrattenendo i suoi lettori raccontando storie dalle più divertenti alle più drammatiche partendo da vicende fantasiose e surreali o basandosi su fatti storici o di cronaca. 

La Nascita

Il racconto per immagini esiste sin dall’alba dei tempi, per questo stabilire una data precisa sulla sua nascita è sempre stato un argomento molto controverso.

Potremmo dire che i primi fumettisti siano stati gli uomini delle caverne, che usavano raccontare per immagini il loro quotidiano tramite le pitture rupestri.

Stesso principio potrebbe valere per tutte le lingue che si basano sugli ideogrammi.

Di esempi nel corso della storia ne abbiamo a bizzeffe, ma se proprio dobbiamo trovare un vero punto di inizio al mondo del fumetto come lo conosciamo dobbiamo guardare all’America negli ultimissimi anni dell’800.

Con la diffusione dei quotidiani, gli artisti non solo si dedicano alla pubblicità o alla caricatura, ma cominciano a illustrare vicende di vita quotidiana cominciando a narrare storie ispirate alla realtà contemporanea.

È in questo contesto che l’illustratore statunitense Richard Felton Outcault crea una serie con protagonista un bambino caratterizzato da un sorriso con i denti sporgenti e una lunga camicia da notte.

A renderlo famoso però non fu il suo aspetto, ma il suo modo di comunicare con noi lettori e gli altri personaggi tramite frasi volutamente sgrammaticate scritte direttamente sul suo lungo vestito.

Il nome di questo bambino è Mickey Dugan, meglio noto come The Yellow Kid, protagonista di At the Circus in Hogan’s Alley, una serie di grande successo che fu ben presto imitata da tanti altri. 

Nonostante ci siano ancora molti dibattiti se considerarla un fumetto vero e proprio, è innegabile che questa sia stata l’origine della moderna industria del fumetto come la conosciamo: basti pensare che i primi personaggi a parlare tramite “la nuvoletta di fumo”, da cui il termine fumetto trova la radice del suo nome, sono proprio due dei personaggi di questa serie.

Un pappagallo e un bambino che vende fotografie immortalati in una tavola datata 10 novembre 1895.

Appena un anno dopo anche gli altri personaggi, che fino ad allora avevano comunicato scrivendo tramite cartelli, e lo stesso Yellow Kid, cominceranno ad esprimersi imitando il pappagallo sopra citato, utilizzando ormai l’iconico “baloon” che tutti noi oggi conosciamo.

Il successo di Yellow Kid dà avvio alla nascita di tanti nuovi personaggi ospitati nelle strisce che giornalmente compaiono su giornali e periodici: Felix il gatto, Popeye e tanti altri.

Persino una star del cinema come Micky Mouse trova nelle strisce un territorio più ampio per narrare lunghe epopee rispetto al limite imposto dal grande schermo. 

I Vantaggi

Il fumetto, infatti, ha sempre fornito, a costi nettamente inferiori rispetto ad altri media, la possibilità di potere osare di più utilizzando “effetti speciali” e “set cinematografici” che a quei tempi avevano costi proibitivi o erano impossibili da realizzare per limiti tecnologici. 

Questa libertà creativa ha dato la possibilità di far sviluppare generi sempre più variegati e per tutti i gusti.

Il grande successo portò man mano i quotidiani a non limitarsi alle sole stips giornaliere, ma a pubblicare le serie a fumetti anche sotto forma di intere tavole inserite come supplemento domenicale. 

Non ci volle molto a capire che il fumetto poteva vivere di vita propria: in breve tempo nascono i primi comic book, albi periodici che presentavano storie di vecchi e nuovi personaggi. 

Il Segreto per realizzare un buon fumetto

Il fumetto si è diffuso in tutto il mondo e rimane ancora oggi uno dei maggiori intrattenimenti per tutte le età, adattandosi anche ai nuovi media digitali e ispirando film o viceversa. 

Qualsiasi sia la tipologia di fumetto che ci troviamo fra le mani, il suo ruolo rimane quello di raccontare tramite immagini una storia, di farci identificare nei personaggi che la vivono, di farci imparare qualcosa, farci commuovere o semplicemente farci fare una risata… 

Ciò che è importante per chi fa questo lavoro è saper comunicare!

Non basta solo saper fare un bel disegno o scrivere qualcosa di totalmente originale.

Il segreto è raccontare in maniera interessante una situazione, anche banale. 

Essa, se raccontata in maniera interessante, può suscitare nel lettore emozioni ed empatia, facendolo immedesimare e immergere nella vicenda.

Ciascun autore, infatti, ha un modo di raccontare una stessa vicenda completamente personale: rimarreste sorpresi da come una vicenda del tutto comune come un uomo che fa una passeggiata può essere raccontata in mille modi e scatenare la fantasia in maniera diversa di ogni singolo disegnatore… 

Provare per credere

Anche solo per gioco sarebbe divertente che ciascuno di noi realizzasse una o più pagine e poi, una volta finite, le mettesse a confronto con le altre.

Fai un tentativo coinvolgendo un tuo amico artista o appassionati di disegno come te.

Rimarrai stupito da come ognuno di noi avrà raccontato una stessa storia in maniera completamente diversa.

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Ciro Cangialosi
Ciro Cangialosi, disegnatore Disney, fumettista, colorista, character designer e docente presso Scuola di Comics.
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